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Vaccino Covid in Italia e il costo della campagna vaccinale

A seguito dell'acquisto delle dosi di vaccino Covid in Italia, scopriamo il costo della campagna vaccinale messa in atto dalle istituzioni.

Categorie Covid-19 · Finanza pubblica

La pandemia sembra ora affievolirsi in Italia con l’avvento delle zone bianche nella maggior parte delle regioni. Potremmo quindi passare un’estate “normale” ora che il peggio sembra ormai passato. Questa favorevole situazione pandemica è stata una conquista ottenuta per mezzo della campagna vaccinale che da mesi accompagna tutte le fasce d’età degli italiani, dai più giovani ai più anziani. Infatti, alcuni settori stanno iniziando ad assorbire i danni economici provocati dal Covid. Per cui adesso riguardo al vaccino Covid in italia e del loro costo totale è lecito chiedersi: quanto è costata la campagna vaccinale messa in atto dalle istituzioni?

Vaccino covid in Italia: Qual è il costo della campagna vaccinale

Sul sito Openpolis è possibile prendera visione di tuttit i costi diretti della pandemia coronavirus tramite lo strumento “osservatorio bandi”. In questo modo è possibile vedere nel dettaglio quali sono state le spese compiute dalla pubblica amministrazione. Questi dati indicano esplicitamente le previsioni dei costi, l’importo messo a bando con la possibilità di massima spesa e le aggiudicazioni. Al momento, sono stati pubblicati oltre 13mila lotti a partire dalle spese minori fino ad arrivare al costo delle dosi di vaccino covid della campagna vaccinale organizzata in Italia.

Attualmente, come riportato da Openpolis, 16,2 miliardi di euro messi a bando, dei quali 5,7 miliardi al 19 maggio risultati aggiudicati. Inoltre, nel mese di aprile è stato messo a bando quasi mezzo miliardo di euro per le dosi di vaccino. Oltre al costo delle dosi di vaccino, ci sono i costi per l’allestimento degli hub per la somministrazione, la logistica e il trasporto connesso alla campagna vaccinale.

Nello specifico, nell’ultimo mese si è passati da 977 milioni di euro a 1,42 miliardi di euro. Di questa somma, circa 1,3 miliardi di euro sono messi a bando per l’acquisto e copertura del costo delle dosi di vaccino covid per l’Italia. Mentre altri 120 milioni di euro sono impiegati, come già detto, per gli hub vaccinali, per il trasporto e la conservazione dei vaccini.

L’attenzione posta sulla campagna è al massimo e tutti gli sforzi sono svolti per la sua riuscita nei tempi previsti. Soprattutto le strategie di vaccinazione della UE iniziano a dare i loro frutti. Per questo motivo per la campagna vaccinale si concentrano la maggior parte degli sforzi economici delle istituzioni. Quindi le somme predisposte per le vaccinazioni rappresentano l’8,8% del totale.

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Fonte dei dati: Openpolis

Inoltre, nel testo della legge approvata il 19 maggio è stata inserita anche una previsione di spesa per l’acquisto dei vaccini per tutto il 2021. La spesa prevista è di 2,1 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi già messi a bando.

Importi messi a bando dalle amministrazioni pubbliche

Openpolis spiega che «con il passare dei mesi il ruolo del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 è andato via via crescendo. Tanto che oggi più della metà degli importi messi a bando dall’inizio della pandemia sono indetti la struttura commissariale. Un peso probabilmente destinato a crescere ancora, considerando che il Commissario è anche la stazione appaltante che si occupa dell’approvvigionamento di quasi tutte le dosi di vaccino.».

Non a caso consultando questi dati è possibile notare come gli importi messi a bando dalle amministrazioni pubbliche nell’emergenza pandemica, esclusi gli accordi quadro, siano per la maggiore derivanti dal Commissario straordinario emergenza covid19 con il 55%. Sono elencati le prime 6 amministrazioni (tra le 1.358 monitorate) ad aver messo a bando importi dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

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Fonte dei dati: Openpolis

Oltre il costo del vaccino Covid in Italia: La spesa per medici, infermieri e tutto il personale sanitario

Oltre a tutte le spese materiali descritte da Openpolis, riguardo soprattutto al costo del vaccino Covid per l’Italia, vanno aggiunte anche le risorse per retribuire medici, infermieri e tutto il personale sanitario impiegati nella campagna vaccinale. Il decreto Sostegni ha stabilito le previsioni di spesa per tutto il 2021. Infatti, lo stanziamento per i medici di medicina generale e di tutto lo staff sanitario ammonta a 355 milioni di euro. Questa è una spesa necessaria in quanto il bando lanciato dalla struttura commissariale lo scorso dicembre «non ha avuto il riscontro atteso». L’obiettivo di tale bando era di reclutare 13.000 medici e 12.000 tra infermieri e assistenti sanitari. Però risposero molti più medici rispetto alle previsioni, per l’esattezza 14.808 medici, e solo 3.980 infermieri.

Non a caso la relazione tecnica spiega che «La minore disponibilità di infermieri e assistenti sanitari comporta una riduzione della capacità di somministrazione di dosi nell’arco temporale di 9 mesi. CIò provocherebbe una conseguente impossibilità di vaccinare nei termini stabiliti circa 28 milioni di assistiti».

Situazione ben diversa per quanto riguardo i medici specializzandi. Con un nuovo accordo tra il governo e le Regioni si è deciso che gli specializzandi saranno coinvolti mediante incarichi a tempo determinato, di lavoro autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa con durata non superiore a sei mesi. Questa durata, se necessario dalla situazione pandemica, sarà possibile essere prorogata. Però il decreto Sostegni non ha stanziato nuovi fondi dedicati agli specializzandi. Questo perché il loro lavoro rientra nel capitolo generale dei contratti a tempo determinato di medici, infermieri e assistenti sanitari. Tuttavia, l’accordo tra governo e Regioni prevede un compenso di 40 euro all’ora compresi oneri fiscali e previdenziali.

Procedure di assegnazione dei bandi

Altro dato interessante da prendere in considerazione riguarda le tipologie di procedure seguite nei bandi per l’emergenza Covid. Infatti, consultando i dati, possiamo notare come ben l’86% degli importi per l’emergenza pandemica viene assegnato tramite procedure semplificate. Notiamo anche che dall’inizio della pandemia, la procedura per l’assegnazione dei bandi dei lotti più frequentemente adottata è la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara.

L’elaborazione include le procedure seguite da tutte le amministrazioni pubbliche italiane, escluse quelle relative ad accordi quadro.

Fonte dati: Openpolis

Openpolis spiega che «Il monitoraggio delle procedure di assegnazione di un bando è importante perché attraverso di esso si può comprendere quanto è trasparente il processo decisionale. Infatti, se in una situazione emergenziale come quella in cui ci troviamo da oltre un anno è importante assicurare la rapidità degli acquisti per velocizzare l’azione pubblica e arginare la pandemia, d’altro canto è doveroso assicurare un’adeguata trasparenza nelle procedure di acquisto di beni e servizi, trattandosi di cifre considerevoli e di soldi pubblici.»

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