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Coronavirus: la Cina non può sostenere l’economia mondiale

Coronavirus: si continua a parlarne. Questa volta è Marco Montemagno ad intervistare Alberto Forchielli, impreditore giornalista blogger nonchè esperto di economia. In particolare, i suoi studi si concentrano anche sulla Cina.

Quale sarà l’impatto economico del coronavirus?

L’impatto, dice Forchielli, è forte. Perchè? Proprio perchè il primo “rimedio” al coronavirus, per il governo cinese, è la raccomandazione di “starsene a casa”. “Nessuno lavora più” dice il giornalista. Se nessuno lavora più, la caduta del Pil cinese non può che essere verticale. Un’altra raccomandazione è stata “non andate all’estero” e così via gli altri paesi a gridare “i cinesi non li vogliamo più”. La Cina si è isolata. Grande problema, visto che la Cina rappresenta il 20% del turismo mondiale che in dollari equivale a 340miliardi di dollari! Sono soldi per molte economie: si veda la Thailandia. Il Pil thailandese è cresciuto non al 3% ma al 2%.

Milano viveva degli acquisti cinesi!

In Italia arrivano 8 milioni di cinesi. La Cina rappresenta, secondo i giornali, il 35% del mondo del lusso ma è molto di più: si sfiora almeno il 50%! Si guardi alla situazione di molti marchi: Apple e Starbucks hanno chiuso dei punti vendita perchè la gente non viaggia e non va per strada.

Cosa vuol dire il blocco di Wuhan per 14 giorni?

Lunedì prossimo scadranno i 14 giorni dall’isolamento di Wuhan, epicentro del coronavirus. In 14 giorni, ci si aspetta un calo dei contagi a Wuhan e, invece, i casi sono aumentati a 24mila però sono pochi i focolai nell’intera Cina. L’impatto del blocco di Wuhan si ha, oltre che su lusso e turismo, sulla produzione industriale: il consumo di petrolio è diminuito del 20%, che vuol dire che il suo prezzo è calato di 15$. Ne risente anche l’Italia, in riferimento al lusso: ne risente Firenze così anche Venezia. Perchè? Perchè i cinesi comprano tanto made in Italy, quando sono in Italia: costa meno e hanno il rimborso Iva. Ne risente, come già detto, la Thailandia che accoglie solitamente 10 milioni di cinesi all’anno.

Una previsione sull’impatto economico in Europa del coronavirus

A parte lusso e turismo, l’Italia direttamente ne risente “poco”: l’Italia esporta poco in Cina. Chi ne soffre è la Germania, che potrà perdere anche un punto nella crescita del Pil e quindi, noi Italia, ne risentiremo indirettamente con la possibilità di perdere mezzo punto nel breve periodo. Riusciremo a colmarlo? Metteremo una “patta”!

Cosa dici, invece, del contraccolpo del coronavirus sui mercati?

Sono pessimista. Il contraccolpo è molto realistico. Attualmente credo che il mercato sia molto sopravvalutato, ci sono dei multipli troppo alti ma non si può dire altrettanto degli utili. Non c’è abbastanza crescita per sostenere questi livelli. Il Fondo Monetario ha stimato una crescita mondiale di 4 punti percentuali in meno, rispetto allo scorso anno. Perchè? Perchè la Cina sta calando ( infatti abbiamo parlato del suo attuale stato di stagflazione qui) e non può sostenere l’economia mondiale. Il mercato cadrà e la gente non sa dove mettere i soldi: il segreto è raccogliere ora che il mercato è generoso e poi tenere tutto da parte.

Infine, che cosa dici del rapporto USA-CINA?

Hanno firmato un accordo, che è una chiara vittoria per gli USA. Infatti, gli Stati Uniti mantengono i dazi e la Cina si impegna ad acquistare 200 miliardi di dollari in più negli USA. Sarà sicuramente un accordo di breve termine, perchè un accordo di lungo termine è impossibile.

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Marianna Imbellonehttps://financecue.it
Lucana, classe '94. Dopo un diploma di maturità classica, ho proseguito i miei studi presso l'Università degli Studi di Salerno. Laurea triennale in Economia e Commercio, Magistrale in Economia e Finanza.