Dopo aver illustrato il programma della coalizione del centro-destra, passiamo ora al Movimento 5 Stelle. Questo partito è stato fondato a fine 2009, come evoluzione del movimento “Amici di Beppe Grillo” e delle liste “Cinque Stelle”. Il suo leader è il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio. Il partito fa parte del gruppo parlamentare europeo “Europa della Libertà e della Democrazia Diretta”. Dopo un’iniziale associazione all’ex comico Beppe Grillo, il partito ha proseguito autonomamente.

Attualmente i “grillini” occupano 88 seggi alla Camera, 35 al Senato e hanno portato 15 loro membri all’EuroParlamento. Anche in questo articolo ci si limiterà ad elencare alcuni punti del programma senza esprimere giudizi di merito.

Energia

Di Maio M5S
Il leader del M5S, Luigi Di Maio
  • 1) Sì a politiche che scoraggino l’uso di benzina e gasolio

Il programma prevede il progressivo abbandono delle fonti fossili con diverse fasi a medio, 2030, e lungo termine, 2050. Dal 2020 il carbone non sarà più utilizzato per la produzione di energia elettrica. Le centrali a gas naturale potranno sostituire le centrali a carbone esistenti, ma non dovranno essere costruite nuove centrali alimentate da fonti fossili.

  • 2) Spostare gli incentivi statali verso le rinnovabili

Riduzione dei consumi ed efficienza energetici: l’obiettivo è arrivare a -37% rispetto ai consumi del 2014 fissando da subito importanti obiettivi di riduzione dei consumi finali di energia e di riduzione delle emissioni climalteranti, di almeno l’80/95% rispetto al 1990. Uno step fondamentale per raggiungere l’obiettivo 100% rinnovabile.

  • 3) Utilizziamo i terreni marginali

Sostenere la migrazione dei consumi termici verso il vettore elettrico, soprattutto attraverso l’autoproduzione da fonti rinnovabili e in particolare per le aree con alti livelli di inquinamento dell’aria anche utilizzando terreni marginali per impianti energetici rinnovabili.

  • 4) Democrazia energetica

Siamo per la  democrazia energetica. Gli iscritti hanno votato precisamente su questo: siamo per la distribuzione energetica. Il MoVimento 5 Stelle vorrà introdurre la possibilità di scambio sul posto per poter rendere gli utenti anche produttori

  • 5) Stop energia nucleare. Anche importata

Sostituire i mezzi di trasporto individuale e collettivo con mezzi che utilizzino combustibili alternativi come energia elettrica con l’impiego di energia rinnovabile ed idrogeno. In Nord Europa, in Norvegia e in Olanda, è stato già intrapreso l’iter parlamentare per la messa al bando dei veicoli che sono alimentati da benzina e diesel.

  • 6) Stoccaggio domestico

Prevedere misure per favorire l’accumulo dell’energia nelle sue varie forme, privilegiando la diffusione di piccoli impianti domestici, sia a servizio della produzione distribuita di energia da fonti rinnovabili che al fine di stabilizzare la rete elettrica, contribuendo a far diminuire il costo per la collettività. Ma nessun terreno coltivabile o produttivo dovrà mai essere considerato terreno marginale. Intendiamo con questa espressione quelli post-industriali, aree industriali non più produttive.

  • 7) Terna deve tornare pubblica

Addio al petrolio anche nei trasporti e in agricoltura entro il 2050. Riutilizzare i siti industriali della petrolchimica, molti dei quali dismessi o in dismissione, impiegandoli nella green economy e in particolare nella green chemistry, per la realizzazione di «bio-based products» cioè prodotti ottenuti in tutto o in parte da materiali di origine biologica, con esclusione delle fonti fossili e minerarie, non rinnovabili, salvaguardando i livelli occupazionali. E gli attivisti hanno chiaramente votato per rendere pubblica Terna.

Simbolo Movimento 5 Stelle
Fonte: Wikipedia

Lavoro

  • 5) Una pensione pensata per le esigenze del cittadino

Il MoVimento 5 Stelle aumenterà la libertà dei lavoratori di decidere, entro certe soglie e limiti, il livello di contribuzione (anzianità) e l’età anagrafica di uscita dal lavoro, consentendo loro di bilanciare esigenze differenti (logorio professionale, necessità di avere più tempo libero o esigenza, al contrario, di percepire un assegno previdenziale più ricco). Estenderemo le tutele previdenziali dei cosiddetti lavori “usuranti” a categorie professionali oggi non incluse e terremo conto delle esigenze dei cosiddetti “precoci”. Va ricalibrato anche l’incentivo legato alla “staffetta generazionale”.

Banche

  • 1) Separazione bancaria 2.0

Il MoVimento 5 Stelle garantirà netta la separazione tra banche commerciali e banche d’affari. Le prime saranno le uniche autorizzate alla “raccolta dei depositi” e al finanziamento di famiglie e imprese

  • 2) Banca Pubblica per gli Investimenti

Il MoVimento 5 Stelle lavorerà alla creazione di uno strumento che indirizzi direttamente la politica economica, sul modello dei maggiori Paesi Ue. Parliamo di una nuova “Banca Pubblica per gli Investimenti” che investa senza intermediazioni nelle imprese innovative, sostenibili e ad alto impatto sociale, con redditività di “lungo periodo” limitata al mantenimento della struttura e delle performance.

  • 3) Riforma della vigilanza bancaria

Il MoVimento 5 Stelle farà sì che la vigilanza bancaria attualmente esercitata dalla Banca Centrale Europea e dalla Banca d’Italia possa avvalersi di nuovi metodi e strumenti ispirati a condivisione delle responsabilità, maggiore trasparenza e pene più severe a vantaggio della sicurezza e della tutela del risparmio.

  • 4) Riforma usura e anatocismo

Il MoVimento 5 Stelle farà in modo che il tasso usura venga calcolato partendo dalla media del tasso applicato dalle banche europee così da non avere un trattamento diverso in Paesi dove il costo del denaro dipende dallo stesso istituto e cioè dalla BCE.

  • 5) SPC – Sistema di Pagamenti Condiviso

Il MoVimento 5 Stelle lavorerà a un sistema di pagamenti condiviso gratuito per tutti gli utenti, che al contempo tuteli la privacy e permetta una reale lotta all’evasione fiscale affiancando gli attuali strumenti privati e fondato sulle nuove tecnologie e sul codice fiscale.

  • 6) Legge anti-speculazione

Il MoVimento 5 Stelle opererà per un sistema bancario più stabile che subisca minori sollecitazioni e influenze da parte del sistema finanziario.

Sviluppo economico

  • 1) Economia circolare

È urgente passare da un modello di sviluppo fondato sulla crescita fine a sé stessa ad un modello che si rigenera da sé riutilizzando le risorse del ciclo produttivo precedente. Ambiente, lavoro e benessere sociale devono tornare a stare insieme. Ci riusciremo solo mettendo al centro l’azione regolatrice ed economica dello Stato, ricalibrando le filiere su una dimensione locale, puntando pesantemente sull’innovazione tecnologica e sull’educazione della cittadinanza ad un consumo consapevole.

  • 2) Innovazione e partecipate pubbliche

L’intervento pubblico è il volano fondamentale del nuovo modello di sviluppo circolare. È lo Stato che deve accompagnare le imprese private nel futuro attraverso gli investimenti nei settori avanzati e strategici, la ricerca e le nuove pratiche produttive. Per riuscirci, però, bisogna riordinare il perimetro delle partecipazioni pubbliche, soprattutto locali, rendere più stringenti i requisiti di onorabilità per i manager pubblici, eliminare il rischio di conflitti di interesse e ridimensionare gli investimenti esteri delle nostre partecipate concentrandoli nuovamente sul territorio nazionale. Il fine ultimo è rilanciare l’innovazione sia di processo che di prodotto, per una economia non solo più competitiva, ma anche compatibile con le stringenti esigenze ambientali e sociali del nuovo modello di sviluppo.

Casaleggio Associati
Davide Casaleggio, figura di spicco del M5S
  • 3) Innovazione ed economia circolare

Lo Stato non dovrà solo investire ma anche costruire un quadro di regole nuove, chiare ed efficaci. Solo così il nostro tessuto vitale di piccole e medie imprese potrà aprirsi all’innovazione e alle pratiche produttive di riuso, recupero e riciclo dei materiali. Importanti saranno anche le politiche di coinvolgimento della cittadinanza nel nuovo modello di consumo consapevole. Lo sviluppo circolare richiede non solo un’offerta indirizzata da obiettivi sociali e ambientali, ma anche una domanda di qualità.

  • 4) Commercio con l’estero

La globalizzazione ha imposto agli Stati la concorrenza al ribasso sui diritti del lavoro e dell’ambiente, oltre all’esplosione della disoccupazione e al diffondersi di prodotti di bassissima qualità. A pagare è stato in particolare il made in Italy. Per rilanciare una produzione sostenibile occorre quindi tornare a gestire il commercio nazionale in entrata (import) e in uscita (export), se necessario anche con misure radicali, come i dazi doganali e le quote di importazione. Misure che se usate selettivamente e con intelligenza hanno il merito di proteggere lavoratori e imprese italiane senza penalizzare le potenzialità commerciali di queste ultime sui mercati esteri. Né liberismo né autarchia, ma un giusto mezzo che tuteli e rilanci la qualità italiana nel mondo.

  • 5) Vincoli europei

Un programma ambizioso come quello del M5S non può essere realizzato all’interno di trattati neoliberisti come il Fiscal Compact. Occorre far valere il peso politico dell’Italia in Europa così da rigettare i trattati più dannosi per la nostra economia e rivedere radicalmente gli altri. Il bilancio pubblico non può più sottostare a limiti non scientifici come il 3% deficit/Pil, che inibiscono gli investimenti pubblici produttivi e la politica industriale. Lo stesso vincolo sul rapporto debito/Pil, comprensibile in astratto, non tiene conto del fallimento storico delle politiche di austerità. Il peso del debito si abbatte tornando a crescere e non tagliando fuori lo Stato dall’economia tramite sforbiciate ai servizi pubblici e privatizzazioni. O l’Europa cambia, o il M5S ne prenderà atto muovendosi di conseguenza.

  • 6) Politica economica dell’Italia

Ricontrattare i trattati europei ci consentirà di decidere del nostro destino senza che poteri non democratici lo facciano per noi. Il nostro programma di governo richiede infatti un piano ambizioso di investimenti pubblici, finanziati in parte anche a deficit, un rilancio delle esportazioni con l’aiuto della politica monetaria, un drastico taglio della pressione fiscale e una riforma tributaria in senso progressivo, come vuole la nostra Costituzione. Infine, nella tragica situazione sociale in cui versa l’Italia, è urgente garantire alle fasce più deboli un sostegno al reddito.