Molti, forse troppi, hanno parlato del franco CFA all’inizio dello scorso anno. Ora, casualmente, è arrivato il momento di affrontare di nuovo la questione ma sotto una nuova luce.

È un giorno storico per l’Africa dell’Ovest

Una giornata storica, l’ha definita Macron, quella del 21 Dicembre 2019. In questa data, infatti, il presidente francese ha incontrato il presidente della Costa D’Avorio, Ouattara per discutere di una importante novità.

Il franco CFA diventa ECO

Come sappiamo, il franco CFA è utilizzato in 14 Paesi africani e solo per alcuni ci saranno dei cambiamenti. Infatti, per 8 dei 14 paesi, il franco CFA sarà solo un vecchio ricordo. La nuova moneta avrà il nome ECO e verrà, presumibilmente, “rilasciata” a Luglio 2020. I paesi che ne usufruiranno, sono quelli appartenenti all’UEOMA (Unione Economica e Monetaria dell‘Africa dell’Ovest) ossia:

  • Benin
  • Burkina Faso
  • Costa d’Avorio
  • Guinea-Bissau
  • Mali
  • Niger
  • Senegal
  • Togo

Le principali novità

Le novità importanti non riguardano tanto i protagonisti di questo cambio, ma il “meccanismo” alla base del sistema: con Eco, infatti, gli 8 paesi aderenti non avranno più alcun rappresentante francese all’interno del loro consiglio di amministrazione ma soprattutto non avranno più l’obbligo di versare il 50% delle riserve valutarie al tesoro francese.

Le vecchie abitudini

Per quanto riguarda il cambio, Eco rimarrà ancorato all’euro allo stesso cambio del franco (1 euro= 655.96 franchi CFA) ma, fino al suo rilascio, non è escluso che possa subire variazioni.

Nulla cambierà, invece, per i restanti 6 Paesi aderenti al “vecchio sistema”(Camerun, Chad, Repubblica Centrale AFricana, Congi, Guinea Equatoriale e Gabon). Sarà ECO capace di mettere fine alle polemiche create o sarà portatore di ulteriori ondate di bufale?