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Pos e Pnrr sottoposti a valutazione europea

Secondo la Commissione europea "i pagamenti Pos obbligatori sopra la soglia dei 60 euro" è una misura che contrasta con gli impegni presi dall’Italia nell’ambito dell’accordo sul Pnrr. Intanto, con oggi, la manovra finanziaria passa all'esame parlamentare.

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Tra i punti suscettibili di modifiche in sede di discussione parlamentare oltre che di valutazione europea, spicca proprio la nuova soglia all’obbligo Pos.

Il disegno di legge di bilancio ha ottenuto oggi il via libera dalla Ragioneria dello Stato con tanto di firma del Presidente della Repubblica. La palla è passata al Parlamento che lo dovrà approvare entro fine dicembre. Resta chiaro, comunque, l’intento dell’Europa: voler esprimere una valutazione in merito alla nuova soglia obbligatoria dei pagamenti con Pos.


Bruxelles

Pos e l’obiezione europea

“Siamo a conoscenza della proposta del governo italiano. Trattandosi di una bozza, dobbiamo ancora valutarla, sia nella portata che nel merito”

Veerle Nuyts, portavoce della Commissione europea

Secondo gli esperti della “Task Force Recovery”, la norma proposta dal governo italiano – che estende a 60 euro la soglia minima per l’obbligo di accettazione dei pagamenti con Pos – «Va nella direzione opposta rispetto a quella indicata dalle raccomandazioni Ue».

Sulla base del documento contenente le Raccomandazioni della Commissione europea per il 2019, l’Italia era stata raccomandata a fare in modo di «contrastare l’evasione fiscale, in particolare nella forma dell’omessa fatturazione, potenziando i pagamenti elettronici obbligatori anche mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti».

Nel dettaglio, le raccomandazioni relative al 2019 fanno parte degli impegni sottoscritti dall’Italia propedeutici per ottenere i fondi del Pnrr. Dare la possibilità ai commercianti di rifiutare pagamenti con il Pos per importi inferiori a 60 euro va, secondo la prospettiva della Commissione europea, contro l’invito a «potenziare i pagamenti elettronici e favorisce l’evasione fiscale».

Il punto di vista di Confesercenti.

“Che la questione delle sanzioni sul POS sia diventata l’argomento più da attenzionare della manovra di bilancio ci pare veramente paradossale. Il problema della moneta elettronica non sono le sanzioni, il problema sono le commissioni”. 

Confesercenti.

[…]Si ritiene che la soluzione per combattere l’evasione fiscale sia rendere obbligatoria l’accettazione dei pagamenti elettronici. Bene. Noi siamo d’accordo. Si azzerino però i costi di tutte le mini-transazioni con Pos e carte di credito fino a 50 euro e se si vuole, a questo punto, si mantengano pure le sanzioni- si legge ancora.


Le transazioni in moneta elettronica sono aumentate negli ultimi due anni, complice la pandemia: nel 2021 sono state circa 3,8 miliardi, il 52% in più del 2019. E il totale del transato ha toccato i 183,6 miliardi di euro, il 35% in più.

Pos

Anche il 2022 è partito con l’acceleratore: nei primi sei mesi le sole carte di debito hanno totalizzato oltre 98 miliardi di euro in 2,1 miliardi di operazioni, il 20% in più dello stesso periodo del 2021. Un boom che però ha dei costi notevoli per gli esercenti: circa 772 milioni di euro l’anno, fra commissioni e acquisto/comodato del dispositivo.

Rimane poi il tema della percentualizzazione delle commissioni, direttamente proporzionali all’importo pagato, che almeno dovrebbe favorire l’azzeramento dei costi per i pagamenti minimi. Questo darebbe davvero una mano alla diffusione della moneta elettronica.

I dati dell’Osservatorio carte di credito e digital payments

Secondo l’Osservatorio carte di credito e digital payments i pagamenti digitali sono incrementati, sia in termini di numero delle operazioni sia per gli importi complessivi delle transazione con le carte.

La Commissione europea segnala che «nel 2020 il maggiore utilizzo dei pagamenti elettronici ha probabilmente sostenuto ulteriormente l’adempimento degli obblighi fiscali». La ripresa dei consumi post pandemia, la fine delle restrizioni e la ripresa di tutte le attività in presenza hanno generato un incremento del +24% dei pagamenti cashless.

Le carte di credito attive in Italia erano pari a 15,2 milioni nel 2021, per un valore pari a 84,6 miliardi di euro delle transazioni effettuate. Il boom appartiene, soprattutto, alle carte di debito. Le operazioni con questa tipologia di carta hanno messo a segno una crescita a doppia cifra: +53,5% rispetto al 2020.

Anche i volumi complessivi nel 2021 hanno sfiorato quota 184 miliardi di euro. La media dell’utilizzo delle carte di debito sale a 4,6 volte al mese rispetto al 4,2 del 2021. Le carte prepagate continuano la loro corsa. Nel 2021, l’eCommerce ha generato un incremento del +34,7% del numero di operazioni. Il transato supera i 54,1 miliardi di euro (+26,6% sul 2020).

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