Il presidente degli Stati Uniti ha il potere di condizionare le prestazioni dei mercati azionari attraverso l’uso di Twitter e lo ha dimostrato, ancora una volta, nella giornata di Giovedì 2 Aprile. Grazie a un tweet, Donald Trump è riuscito a dar un leggero sospiro ai titoli di borsa e uno slancio al petrolio, dopo che quest’ultimo aveva perso più del 60% da inizio 2020, specialmente in seguito ai problemi tra i vertici OPEC.

Grafico del prezzo del Crude Oil WTI da fine 2019 ad oggi, fonte: investing.com

Il rialzo

Il WTI e il Brent hanno rimbalzato di circa il 20% in una singola sessione, riportandosi rispettivamente intorno i $24 e $29 dollari a barile. La motivazione è che, nell’aggiornamento sul social network, Trump ha affermato di aver parlato col principe dell’Arabia Saudita, il quale ha contattato il presidente russo Vladimir Putin, in merito ad un accordo per il taglio di 10 milioni di barili di petrolio. Tuttavia, la diminuzione della quantità di output potrebbe estendersi fino a 15 milioni. Ciò, come twittato da @realDonaldTrump, è una buona (grande) notizia per tutti. Nonostante queste dichiarazioni, il Cremlino ha smentito qualsiasi contatto con la penisola arabica o con gli Stati Uniti.

Le possime riunioni e la fiducia di Trump

Immediatamente dopo il tweet, Riad ha chiamato un meeting urgente con i paesi dell’OPEC, con la Russia e i suoi alleati e con altri non membri, per la finalità di discutere un possibile taglio della produzione nel caso in cui anche gli altri Stati si dimostrino solidali e diminuiscano la quantità di output.

Come affermato dal presidente USA in conferenza stampa, la guerra dei prezzi sta danneggiando tutti. Ne usciranno più deboli specialmente Russia e Arabia, perciò la decisione più logica per entrambe sarebbe quella di trovare un accordo. Di conseguenza, Trump si è rivelato fiducioso per quanto riguarda una contrattazione tra le parti.

Il presidente si è dimostrato determinato a risollevare l’industria petrolifera americana, infatti ha indetto una riunione con i dirigenti delle aziende di raffineriastatunitensi per discutere le prossime mosse strategiche, anche con l’obiettivo di ridurre le scorte del settore, le quali si aggirano ai 13.84 milioni di barili.

Scorte di petrolio statunitensi misurate ogni settimana in milioni, fonte: investing.com